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Antichi sentieri sulla Pania di Corfino

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Sembra impossibile ma la Pania di Corfino non smette mai di stupirci! Domenica siamo saliti io, Luciano e il siberian husky Anadir, alla ricerca di antiche tracce della viabilità pastorale che collegano gli alpeggi del retropania. In verità eravamo saliti all’Alpe di Massa per vedere se c’erano ancora al casello gli amici pastori che alpeggiano d’estate al Bocca di Scala (purtroppo erano già scesi al basso… e niente pranzo insieme) ma non contenti del percorso Campaiana-Salera sulla rotabile abbiamo cercato,per il ritorno, un percorso alternativo. Salendo liberamente nel bosco dagli ultimi casolari e ruderi di Salera in direzione Sud-Ovest (logica via più breve verso Campaiana) abbiamo avuto una gradita sorpresa! Dopo duecento metri circa di risalita nel bosco ecco un sentiero in parte lastricato e con muretti a secco sul lato monte: l’antica mulattiera dei pastori che univa i due alpeggi del retropania!  L’abbiamo percorsa tutta d’un fiato passando sotto un rimboschimento di abete bianco che avrà oltre cinquant’anni, con alberi ora maestosi dritti e fitti, per poi rientrare nella faggeta in corrispondenza di un fosso dove si segue il margine dell’antica via fatto di pietre squadrate messe in fila, che risale zigzagando da una carbonaia all’altra. Finita questa salita, improvvisamente, da un incolto di vecchi prati, che sta appena sopra il tracciato del sentiero CAI 56, spunta sulla destra l’abitato di Campaiana. Siamo arrivati in poco più di un quarto d’ora da un alpeggio all’altro (e in salita!).

Non contenti, per tornare al rifugio Isera, abbiamo cercato un raccordo tra i sentieri CAI 56 e Airone 1, che ci permettesse di salire,poi, dalla maestà di San Pellegrino per tutta la cresta della Pania, fino alla cima. Lo abbiamo cercato seguendo un muretto a secco sormontato da filo spianto, sulla destra, poco prima della Fonte dell’Amore. Anche qui, con un bel po’ di fortuna, abbiamo rintracciato l’antica viabilità e una comoda mulattiera ci ha portato rapidamente sull’Airone 1 all’altezza  del ricovero d’emergenza Uberto Poggi (bisogna solo fare attenzione al fosso dove si deve superare un recinto in filo spianto che chiude il passaggio alla mandria delle vacche Garfagnine che pascola la Sella di Campaiana).

La risalita del crestone della Pania di Corfino, con un caldo torrido, e in un ambiente di rocce ed alte erbe secche (che rimanda il pensiero più al Gennargentu che al verde e fresco Appennino Tosco-Emiliano) ha concluso quest’anello di ricerca dell’antica viabilità pastorale. Dalla cima della Pania la visione del prato dell’Isera con il bosco circostante ci ha spinto a scendere di corsa per cercare un po’ di refrigerio e di acqua al rifugio ma con il proposito di parlare dell’esistenza di questi antichi sentieri agli enti competenti (Club Alpino Italiano, Parco Nazionale dell’Appennino, Comune e Comunità Montana).

 Eugenio, Luciano ed Anadir

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